I Do Mind the Gap/1
Visto che l'Architetto è a Londra per alcuni mesi, ho pensato di autoinvitarmi per qualche giorno nella sua reggia in quel di Belsize Park. A Ciampino c'è il delirio, e su due file mi scavalcano due volte. Il primo non riesco a fermarlo, il secondo si, e dopo 20 minuti di fila ha avuto pure la faccia di dire "Ah, ma che c'era lei davanti?".
Arrivo a Stansted e cambia la musica, a partire dalla cortesia dell'agente (donna, carina) in dogana: "Benvenuto nel Regno Unito". A Liverpool St. Station, 46 minuti esatti dopo, come da timetable, l'Architetto arriva in ritardo e andiamo a casa a mollare i bagagli. Non conoscevo la zona, residenziale, carina e tranquilla.
Usciamo a fare un giro, in realtà è una scusa per andare in pellegrinaggio all'Apple Store di Regent St. E non ho resistito. Mangiamo da un cinese all-you-can-eat che ti fa pagare in più quello che lasci nel piatto e torniamo a casa pieni di cose caramellate.
La sera riusciamo e andiamo a Camden a piedi, sono meno di 2 km, in discesa, e ci imbattiamo in un negozio al limite tra il vintage e il robivecchi con quasi esclusivamente vestiti anni '70 che sembrano saltati fuori da Life on Mars. Era chiuso, la prossima volta che ci torno mi devo comprare assolutamente qualcosa, per esempio quella giacca di velluto rossa...