"Auguro buona salute mentale a tutti"

Una parte del mio lavoro mi ha portato a conoscere il mondo della sanità italiana. Un recente articolo su il Foglio da l'opportunità di parlare un po', sfatandone molti dei miti, della sanità americana. Il sistema sanitario americano è tutto basato su due grandi decisioni di fondo prese decenni fa che lo caratterizzano e distinguono da tutti gli altri.

La prima è del 1943: esclude dal reddito imponibile dei lavoratori le spese per la salute effettuate tramite polizze assicurative e strumenti finanziari individuali, di categoria o impresa. La scelta, fatta, lo ricordiamo, in piena Seconda Guerra Mondiale, fece esplodere i fondi privati che allora erano agli albori, con in più il non trascurabile byproduct dell'irrobustimento dei mercati finanziari e un maggiore controllo da parte dei piccoli investitori. Negli USA la spesa sanitaria è il 14% del PIL, in Italia l'8,7% (a me risulta il 6%, ancora peggio), il 60% è spesa privata e per 3/4 garantita da soggetti terzi privati (assicurazioni e fondi di investimento) il restante quarto direttamente dai cittadini. Il restante 40% (pubblico) per 2/3 grava sul bilancio federale e per 1/3 su stati e contee. In Italia le proporzioni sono invertite 3/4 pubblico, 1/4 tutti i privati. In Europa, p.es. in Francia, c'è chi sta peggio di noi, in termine di aggravio sul pubblico. La seconda decisione la prese Lyndon Johnson nel 1965, non so se è una di quelle iniziative attribuite a Kennedy, e garantisce la copertura federale per le spese sanitarie degli ultrasessantacinquenni che sono 40 milioni di persone (Medicare) e istituisce il programma Medicaid per dare una copertura a 30 milioni di indigenti, invalidi e disabili. Tutti gli altri devono provvedere di tasca loro a mettere da parte o investire le risorse necessarie per se e i propri cari.

L'articolo indicato sopra parte citando una cifra riportata dal Corriere che parla di 45 milioni di americani senza copertura sanitaria, da cui però ricorda di sottrarre il 17 coperti da Medicare e Medicaid e dai 28 che rimangono devono essere sottratti quelli che hanno acceso una polizza e che nelle statistiche verranno conteggiati solo l'anno successivo e tutti gli autonomi che usano piani di accantonamento diversi, il totale si riduce a 21 milioni, tanti, ma in maggioranza giovani che non si preoccupano contando sulla famiglia e per almeno metà chi ha salari talmente bassi da coprire solo i bisogni primari. Ricorda poi come ogni volta che qualcuno ha provato a "piantare semi europei" la reazione dell'opinione pubblica all'esplosione dei costi federali, bada bene, solo preventivati, non effettivamente spesi, è stata tale da decretarne il falliment. Ciò non toglie che i vari presidenti, Bush per ultimo nel 2002 con l'estensione dei rimborsi Medicare, abbiano allargato i cordoni della borsa, con un criterio variabile principalmente in dipendenza del ciclo economico. E infine che in realtà il dibattito negli USA non è tanto sulla "soluzione finale" per i non assicurati ma quanto su un sistema talmente trainato dal privato da puntare (quasi) sempre sulla soluzione più costosa con risultati antieconomici.