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Alla fine mi sono comprato lui
Alla fine ho deciso per un bel PowerBook da 15", 1,2 GHz, SuperDrive etc. Due chili e mezzo di alluminio. Beh, l'alluminio sarà un po' meno... Colgo l'occasione per ringraziare Futura Grafica per la cortesia usatami. Se ne va così in pensione il buon iBook 500 che mi ha accompagnato negli ultimi tempi. Se qualcuno se lo vuole comprare...

Apro la bella confezione nera, nessun pixel morto, gancio di chiusura lievemente lento, mi è andata bene. Quando si avvia è in cinese, inserisco il DVD che contiene sistema operativo e tutte le applicazioni, che all'inserimento è piuttosto rumoroso. Si installa tutto rapidamente, il tempo di accendere la macchinetta del caffè. Imposto la rete, la ricezione AirPort è meno buona dell'iBook ma migliore di un Titanium. Due verifiche di Aggiornamento Software, altrimenti non si aggiorna iSync a 1.2.1, non ho installato Mac OS X 10.2.8 tanto tra 15 giorni c'è Panther.
Comincio a spostare i dati. Sincronizzo l'iBook con .Mac, poi sincronizzo il PowerBook impostando "Elimina i dati dal computer e poi sinc." e così ho rapidamente importato i dati di iCal, Address Book e soprattutto di Safari. Ora le modifiche vere, i Developer Tools vanno installati a parte, butto le cartelle Applicazioni e Documenti di Mac OS 9, ero indeciso se eliminare del tutto Classic ma poi ho deciso di lasciarlo perché ho ancora un paio di clienti con Classic e può rimanere comodo. Sposto tutti gli installers dal disco esterno, le prese FireWire sono sulla destra, a me avrebbero fatto comodo a sinistra per come è disposta la scrivania. Reinstallo tutto con i caveat del caso, tipo installare FileMaker Pro prima la 5.5 e poi la 6 e facendo attenzione alle versioni upgrade che non trovano cosa aggiornare. Sposto tutti i dati dall'ultimo backup fatto, copio alcune preferenze strategiche, reimposto icone personalizzate, dimensioni finestre etc. Sono pronto.
La macchina è molto prestanto, il monitor brillante, mi sto ancora abituando alla tastiera che è piuttosto diversa da quella dell'iBook. Mi manca di reinstallare qualche programmino e di eliminare driver di stampa e localizzazioni in eccesso. Me ne sono accorto solo a metà dell'installazione delle applicazioni e non mi andava di ricominciare. Prossimo passo portare la RAM a 2 GB, quando saranno disponibili i banchi da 1 GB, non si sa quando.
Il ruggito della Pantera
Ho installato Panther su un iBook 500 con 320 MB di RAM, finché non sarò sicuro sulla corruzione dati sui dischi FireWire non lo installerò sul PowerBook. Per una rassegna delle funzionalitò rimando a questo che è molto completo. L'installazione è piuttosto lunga, quasi 50 minuti, con Archivia e Installa ad Hoc, solo driver Epson e GIMPPrint, solo Giapponese e niente X11 e XTools. La velocità è in generale migliorata.
Mi sono concentrato su poche cose. Mail. Continuerò a usare PowerMail, anche se è effettivamente un miglioramento e la vista a thread può risultare comoda in alcuni contesti. Anteprima. È più veloce su G3 500 di quanto non sia Adobe Reader su G4 1,2 GHz. Era ora. Alcune finezze nelle Utility, come Activity Monitor. Benvenute le migliorie in Rubrica Indirizzi. E ora le note dolenti. Il nuovo Finder fa semplicemente schifo. Il brushed è pessimo, lento e occupa un sacco di spazio sullo schermo. In più c'è una non-funzionalità notevole: se si seleziona una cartella nella barra laterale e si è in modalità colonne, non è possibile risalire indietro nel path. Peggio di Windows. Devono correggerlo al più presto. Altre cose urgenti che Apple deve fare sul Finder: eliminare o quantomeno rendere opzionale il brushed metal. Se apro una finestra in modalità colonne, la chiudo e/o ne apro un'altra la dimensione deve rimanere la stessa. Non sarebbe male cambiare pure la selezione degli oggetti, il box stondato che sostituisce l'ombra non mi piace per niente ed è intrusivo. Bentornato alle classi però il modo in cui è mostrato il colore quando seleziono un oggetto in modalità colonne è semplicemente allucinante.
Perché PowerPoint fa schifo
Grazie a un suggerimento di Andrea ho trovato questo. Decisamente consigliato.
Lo confesso, sono un libridinoso
Pur non essendo un bibliofilo in senso proprio, né amando i libri antichi, anche perché non me li potrei permettere, ho una passione per il libro. In realtà meno per l'oggetto e più per il suo contenuto. Un bell'articolo su Wired, che sarà in edicola a dicembre, ci parla della possibile soluzione al vero, grande dilemma: vogliamo i libri accessibili facilmente e altrettanto facilmente ricercabili. Però vogliamo che rimangano libri. L'uovo di colombo, più o meno, è l'interessante progetto di Amazon. Search Inside the Book, non molto fantasioso come nome, 120,000 libri, a metà tra il culturale e il commerciale. In due parole: ogni utente/cliente può fare ricerche solo sui volumi che già possiede.
Non si tratta della stessa cosa?
Delle Università, del valore legale del titolo di studio e di... Ma in fondo non si tratta della stessa cosa? rendere formalmente uguali. Del valore legale del titolo di studio e di questo.
iServe, Therefore I Am
Ho trovato casualmente un post su Nicest of the Damned del lontano novembre 2002, articolo successivamente espanso con altre considerazioni, dopo che aveva scatenato discussioni ed entusiasmo qui e qui e addirittura uno che ha creato un sito per il prodotto-che-non-c'è.
La considerazione di partenza è come esistono le linee consumer di PowerBook e G4 (ora G5) ci dovrebbe essere anche quella del XServe, che costa caro perché deve essere comatibile con i vari standard per data cente. Per inciso, non tutti hanno un armadio da 19" (lungo) a casa. Inoltre molte case hanno diverse macchine e una rete. Quindi perché non introdurre un prodotto che leghi tutta sta roba insieme? ecco l'iServe. Per come dovrebbe o potrebbe essere, perché e percome, che funzioni potrebbe avere e quanto potrebbe costare vi rimando ai post più sopra. Io voglio solo dire perché Apple non lo farà mai.
Primo. Apple incoraggia il peer to peer, lo ha sempre fatto con AppleTalk, ora lo fa con Rendezvous. Secondo. Le macchine attualmente in commercio hanno, nell'ottica Apple, molte risorse in eccesso da condividere. Terzo. Il Mac, sia esso da tavolo o portatile, è già stato indicato come digital hub, nella logica attuale ogni Mac è un iServe. E last but not least, qualsiasi cosa anche assomigli vagamente a un server deve avere una assistenza da server. Apple non può permettersi di fornire una non assistenza come per esempio quella di Cobalt.
Non voglio dire che non sarebbe una bella cosa, e pure utile. Per la quasi totalità dei miei clienti, oltre che per me, un XServe è ampiamente fuori dalle necessità e, parzialmente, possibilità. Una macchina come quella proposta sarebbe perfetta per lo small office, la piccola e media impresa, che in Italia è ancora più piccola che negli USA, e per i gruppi di lavoro. Prima o poi me ne farò uno da me, come fanno già in molti. Vale la considerazione che quando mi muovo la mia macchina principale viene con me, quindi mi serve qualcosa che rimanga fisso.
Alla faccia dei pacifisti
Il guru dei "pacifisti" mondiali, Jacques Chirac, segue i passi dell'Amministrazione Bush e riorienta il suo deterrente nucleare contro i rogue states. L'articolo originale era su Libération, ma ve lo propongo tramite il Telegraph.
Hasta la vista, baby
Pare Ahhnold abbia vinto le elezioni. Non sapevo dove mettere questo post, se Cinema, Esteri o Politica. Alla fine lo ho messo qui. I conteggi definitivi sono ancora in corso. Mentre scrivo il 54% dei californiani, quasi 4 milioni su 11 (di residenti, non so quanti siano gli aventi diritto), ha votato per il recall di Gray Davis, mentre Ahhnold ha poco più di 3.300.000 voti, contro i quasi 2.300.000 di Bustamante, ex vice di Davis e clone di Danny DeVito. Terzo McClintock, repubblicano pure lui con oltre 900 mila voti. Notare che il numero dei no al recall (3.356.130) sono di molto superiori ai voti di Bustamante e del candidato verde, quarto con poco meno di 200 mila voti. Predator diventa l'unico film della storia del cinema ad avere nel cast due governatori di stato.
Domani ricominciano i Simpson
Da domani su Italia 1 le puntate inedite dei Simpson. Si ricomincia con Homer il barista (CABF 20, Homer the Moe). Qualche giorno fa mi stavo rivedendo una vecchia puntata con questo dialogo:
Lisa: Bu-- My parents are counting on seeing me dance! And I've worked ever so hard.
Vicki Valentine: I'm sorry, Lisa, but giving everyone an equal part when they're clearly not equal is called what, again, class?
Class: Communism!
(BABF15, Last Tap Dance in Springfield, Season Eleven, 1999-2000)
Piove, Governo ladro?
Post a ora e giorno insoliti. Sono andato a cena fuori, mi stavo recando al cinema a vedere Il genio della truffa (Matchstick Man, ma chi traduce i titoli?) e a metà strada mi ha preso l'acqua. Talmente tanta acqua che ha penetrato ben tre strati di protezione di cui uno-due impermeabili. Sono dovuto tornare a casa. Ovviamente ero con lo scooter.
Quindi di che parliamo? Parliamo di iBlog 1.3.1 mentre mi mangio la spagnola di Carte d'Or. Dei permalink persi ho già accennato qui. Ma i problemi veri sono ben altri. E sono legati principalmente all'uso smodato di JavaScript che è introdotto in questa nuova versione, e al nuovo gestore di template (Manage Stylesheets e Manage Templates). L'idea di per sé non sarebbe cattiva, soprattutto per chi è alle prime armi, ma può creare, a me li ha creati, e si vede, se si sono modificati i template. La cosa consiglibile è creare un nuovo template personalizzato, chiudere iBlog buttare il contenuto della nuova cartella e copiarci dentro i vecchi template dopo averli confrontati con quelli di default per aggiornarli ove necessario. Nondimeno rimangono alcune stranezze, come le date che vanno a capo in maniera casuale e talvolta scompaiono proprio. In più non è ancora possibile definire un formato di data che non sia quello imposto.
Sul positivo: l'applicazione è molto più stabile e veloce e soprattutto quando aggiorna .Mac è estremamente più rapida perché copia molti meno file, anche se non si capisce esattamente quali. Sembrerebbe solo quelli effettivamente modificati. E c'è finalmente la possibilità di definire una entry cone Draft.
Secure clamps... Dock!
Sono tornato dopo qualche giorno di assenza causa impegni lavorativi con il mio dock. Su MacDev Center l'altro ieri c'era un articolo sul dock e su come è usato.
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Lo tengo nascosto, senza ingrandimento, dimensione intorno ai 50 pixel. Da sinistra a destra: il Finder (ovviamente), Safari, PowerMail, iChat AV Beta, StuffIt! Expander, DropStuff (regalo .Mac), Rubrica Indirizzi, MacJournal, AppleWorks, FileMaker Pro 6, Promemoria, iBlog, NetNewsWire Lite. Nella parte documenti ho la cartella delle Applicazioni e quella dei Preferiti, la mia cartella Downloads, ove vanno tutti gli attachments, downloads etc., il server predefinito di MT-NewsWatcher, l'applicazione gestionale di kindvision e il suo contact manager. Chiude il cestino.
Quando fu presentato Mac OS X per la prima volta avevo fortissimi dubbi sul dock, ma poi, usandolo, mi sono chiesto come facessi prima, è l'uovo di colombo, anche se viola svariati "comandamenti" del bravo designer di GUI. Mi piacerebbe fosse possibile disabilitare le icone che saltellano quando l'applicazione vuole attirare l'attenzione.