Scommettiamo che?
Non è un nuovo gioco di Gerri Scotti, non è l'ennesima manifestazione di quanto sono gretti di "ammericani". Ma è una cosa molto seria. Ne parlano da un paio di giorni un po' tutti. Ne parla, banalizzandolo all'inverosimile, Punto Informatico, ma almeno un anonimo sul suo forum la racconta giusta. Stendo un velo pietoso sulla stampa italiota, tranne il Foglio, che ne parla qui nei termini corretti. Ne parla Wired con un po' più di dettagli e soprattutto molti link. Ma tutti, tranne l'anonimo di Punto Informatico non citano il Teorema di Bayes sulle probabilità soggettive, che è la base teorica di tutta la questione.
Thomas Bayes era una matematico (Londra 1702 - Tunbridge Wells 1761) e il suo teorema, in soldoni, quantifica il valore del presentimento, fattore della conoscenza presente nelle persone a livello inconscio. Se la cosa poi è fatta da esperti (e il sito della DARPA era pensato appunto per esperti) la probabilità che si giunga alla soluzione migliore è molto alta. Il metodo è stato usato da John P. Craven sia nel recupero dell'atomica perduta di Palomares (gennaio 1966) sia nella ricerca dello USS Scorpion (maggio 1968) come ben illustrato nel libro di Sherry Sontag e Christopher Drew Immersione rapida (Blind's Man Bluff, il titolo originale, cioè il gioco che chiamiamo "a moscacieca").
Niente altro da aggiungere
Non ho altro da aggiungere, è sufficientemente chiaro. Qui.
Tre in tre giorni
Finalmente un po' di tregua che mi consente di riscrivere dopo che per alcuni giorni ho trascurato il blog. Si sono "accumulati" su il Foglio ben tre articoli in tre giorni su questioni prettamente militari. Anche in questo il Foglio è una spanna avanti agli altri giornali italiani.
Si parte il 23 con la situazione delle forze armate USA. Pur contenendo alcune imprecisioni tecniche (i KC-135 sono si vecchi e usurati, ma non sono ex jet commerciali, anzi il Boeing 707 altri non è che la versione civile del C-135 e si è trattato dell'ultimo liner derivato da un progetto militare) e nominalistiche (JOINTSTARS e AWACS in quanto acronimi dovrebbero scriversi tutti maiuscoli) è molto fruibile e comprensibile per i non addetti ai lavori. Ma alcuni punti secondo me non sono chiarissimi, probabilmente per motivi di spazio. Definire "superlaureati e tecnici" i componenti la Guardia Nazionale è quantomeno improprio, nondimeno il problema esiste, e il problema economico non è tanto il danno diretto all'economia (manca la persona x quindi il lavoro y va a rilento o non si fa) ma piuttosto quello causato dalla diminuzione di reddito per la famiglia con il richiamato, che comunque, ricordiamolo, rimane sempre un volontario. E infatti i rinnovi dei contratti, soprattutto per la componente terrestre, sono in diminuzione. Sulla questione dei KC-767 c'è da ricordare che il programma è estremamente urgente e alla fine del leasing c'è l'opzione di riscatto a una cifra piuttosto bassa, quindi il contratto è secondo me pienamente giustificato dal punto di vista economico, senza contare poi che la Boeing non ha alcun bisogno di essere salvata. Infine la logistica just in time, negli USA è tema di ampia discussione, però da quello che è emerso in Iraq dal punto di vista operativo non è il modello da seguire, almeno non esclusivamente, probabilmente la soluzione starà nel mezzo.
Il secondo articolo è il più interessante dei tre. OK, sulla incompetenza di Zuccopycat non ci piove, però i motivi sono secondo me più profondi. Per farla corta abbiamo un mix di antiamericanismo, piaggeria nei confronti dei propri lettori (antiamericani), incompetenza generalizzata nella categoria giornalisti, e poi il motivo di fondo: in Italia è estremamente diffuso un irenismo di origine principalmente cattolica/sinistra utopista, che volendo espellere la guerra dal mondo non la studia e quindi non la capisce e in più ha l'arroganza di deridere chi si occupa della faccenda e lo addita come esaltato e/o inguaribile guerrafondaio. Concordo pienamente sulla inesistenza della polemologia accademica in Italia i cui esponenti di rilievo, non quelli che occupano una cattedra o che scrivono di argomenti afferenti, si contano letteralmente sulle dita di una mano (e avanzano almeno due dita), ma non ho sicuramente invidia di John Keegan, probabilmente il più sopravvalutato storico militare vivente (di Hanson però ho invidia, oggi il migliore, lucido, scrive bene di argomenti interessanti).
Infine il terzo che da notizie sui turni in iraq, e in più cita questo, estremamente interessante e che invita a una riflessione. Il British Army ha una consistenza simile a quella che avrà l'Esercito Italiano al termine del passaggio su tutti volontari, in Italia spendiamo poco meno della metà dell'Inghilterra: saremmo stati in grado di inviare una forza uguale, diciamo, a un terzo di quella inglese? no, perché? perché manca la volontà politica di fare bene le cose.
Finalmente qualcuno se ne è accorto
Daring Fireball scrive di CNet, delle quote di mercato Apple e di come autoproclamati esperti si siano impegnati a deligittimare Apple fini dai suoi inizi. Non potremmo essere più d'accordo.
Tigermac
Anche questo è il bello di usare Mac.
Baghdad Broadcasting Corporation?
Sul solito 1972, sempre apprezzato, abbiamo due post: il primo racconta la vicenda del presunto scoop della BBC e mostra come certo "giornalismo", con i suoi preconcetti e condizionamenti ideologici e pratiche manipolatorie non siano una prerogativa di casa nostra, e, purtroppo, ci è scappato pure il morto. Il secondo ha tenore più personale, in risposta a critiche che gli sono state mosse, ma vale la pena leggerlo dato che contiene alcuni utili punti di metodi.
Certo ormai che lo scoop si è ritorto contro la BBC e molte teste cadranno, come ci racconta, insieme ad altro, William Ward su il Foglio di oggi.
E con l'occasione vorrei anche chiarire quello che da varie discussioni avute mi è sembrato un equivoco di fondo. È secondo me sicuro che eventuali "abbellimenti" a documenti siano stati fatti in buona fede, i governi americani e inglesi non avevano la minima necessità di fabbricare prove, dato che hanno messo bene in chiaro da subito, per bocca di Condoleeza Rice, che WMD o meno, nuove risoluzioni o meno, Saddam Hussein ne ha fatte talmente tante in passato che la rimozione forzata è più che giustificata.
Infine a proposito della copertura dell'informazione sulle vicende in Iraq, occorre dare un'occhiata qui. È il post del 21 luglio, Information Warfare: What is Really Happening in Iraq?, e siccome cambia di posizione lo riassumo. I media presentano l'Iraq come un nuovo Vietnam, che si avvia alla resistenza di massa. In realtà gli attacchi diminuiscono, la disponibilità di servizi pubblici aumenta, si stanno facendo enormi sequestri di armi e ben 34 dei 55 del mazzo di carte sono stati arrestati o sono morti, oltre a centinaia di altri criminali di ogni ordine e grado. Tutto va bene? certamente no, ma comunque USA e alleati sono sulla buona strada.
Opinioni o provocazione?
Come sempre dopo i risultati trimestrali di Apple arrivano, puntuali come i solstizi, gli articoli su Mac e PC, quote di mercato etc. Prendo le mosse dall'articolo di Steve Anglin su O'Reilly Developer per dire che intanto non è vero che la gente non passa a Mac. Proprio ieri nel Q3 Apple ha dichiarato che il 50% dei Mac venduti negli Apple Stores sono stati venduti a gente che non possedeva un Mac.
Poi il punto 1. Si chiama lock-in ed è il principale motivo per cui Windows è il sistema più diffuso. Il punto 2 chiama in causa la saturazione del mercato, che per inciso vale pure per il PC e non solo per i Mac, quindi l'osservazione è irrilevante. Considerazione costi (punto 3), potrebbe essere valida, ma ovviamente non vale per i first buyers, non considera che molte periferiche sono multipiattaforma e molti software sono nella stessa confezione per entrambe le piattaforme e non bisogna ricomprarli (sempre che lo si sia fatto) basta non usarli contemporaneamente. In più non tiene conto dei costi di supporto e manutenzione che su PC sono "vagamente" più alti e conseguente produttività più bassa.
Il punto 4 fa veramente ridere. Vi racconto due storielle. Ieri sono andato un cliente (circa 60 anni, primo computer usato e posseduto da meno di una settimana): da solo ha collegato la videocamera al PowerBook e acquisito e montato con iMovie, gli serviva assistenza per le transizioni. Settimana scorsa due ore (e quattro riavvii) per installare una Nikon Coolpix su XP. Su Mac: tre minuti e nessun riavvio.
Non so su cosa basi l'osservazione al punto 5 ma non ha veramente senso. Se sviluppi in tecnologie Win-only (ASP, MS-SQL, VisualBasic) potrebbe anche al limite averne, ma non se sviluppi per altre piattaforme, web compreso, e infatti moltissimi sviluppatori Unix stanno passando su Mac OS X. E in più, come osservato nei commenti, parlare di PC Win ha senso fino a un certo punto.
Conclusione: sembrerebbe una provocazione e pure male argomentata.
Apple Q3
La notte scorsa Apple ha comunicato i risultati fiscali del terzo trimestre. Buoni, non c'è che dire: profitto netto di 19 milioni di Dollari (32 lo stesso trimestre del 2002), su un miliardo 545 milioni di fatturato (più 8%), 771.000 Mac venduti. Il margine lordo è il 27,7% (era il 27,4%) e le vendite fuori dagli USA fanno il 39% del fatturato.
Tutti i siti Mac hanno riportato la notizia, ma i più interessanti sono MacCentral che riporta alcune considerazioni fatte da Fred Anderson agli analisti e MacMinute che da tutte le cifre. Non si aspettano di vendere tanti G5 quanti G4, il che conferma la via: Apple vuole diventare il primo vendor di workstation Unix, non essere un altro venditore di PC. Sperano in un po' più di 200.000 macchine a trimestre. Confermato iTunes per Windows prima di fine anno. L'iTunes Music Store è (già) prossimo al break-even. Ha venduto 6 milioni e mezzo di canzoni. Tanto per ricordare a chi cita sempre a sproposito gli analisti che se questi ultimi fossero bravi come dicono non farebbero più gli analisti perché sarebbero miliardari da un pezzo. Nei 304.00 iPod venduti nel trimestre c'è stato il milionesimo. Pochi gli iMac venduti (287.000 compresi gli eMac), la domanda si è spostata sui portatili (46% del venduto, 161.000 PowerBook e 190.000 iBook). Nel mio piccolo confermo. Si conferma anche la bontà della scelta degli Apple Store, sempre alla faccia degli analisti: nel trimestre nei 62 negozi sono passate oltre 3 milioni di persone, e la metà di quelli che hanno comprato un Mac prima non lo possedevano.
Cosa dicono alla fin fine questi dati. Danno uno spaccato dell'evoluzione del mercato IT. Riduzione delle macchine desktop alle funzioni che richiedono certe prestazioni o caratteristiche. La macchina ideale per un uso generico è un portatile con buon rapporto qualità-prezzo, come è l'iBook. Il device vende solo se è utile e funzionale, non se è un gadget, infatti l'iPod vende, i palmari no. Infine l'eCommerce, se ben pensato e strutturato, funziona. L'iTunes Music Store lo fa, Amazon lo fa, altri lo fanno. Molti altri no, perché? perché sono copie mal arrangiate e/o troppo legate a concetti e pratiche che un paio d'anni fa si sarebbero dette brick and mortar.
Questa è proprio da vedere
Ieri c'era una notizia su Repubblica che mi aveva incuriosito. Ho fatto una piccola ricerca su Google e ho trovato l'articolo da cui la "giornalista" ha copiato (senza citare ovviamente, come d'abitudine in quella redazione). In due parole: in Nevada, per Dollari diecimila, potete sparare con proiettili a vernice a delle donne nude che scappano.
Il Governo innova, o almeno ci prova
I Ministri Lucio Stanca (Innovazione) e Antonio Marzano (Attività Produttive) hanno annunciato ieri il Piano per l'innovazione digitale nelle imprese. Qui la notizia da Punto Informatico, qui la press release, qui la sintesi del piano (PDF). Il piano è in due fasi. La prima già avviata comprende tra le altre misure la L. 388/00. Un mio cliente è assegnatario dei fondi: nessuno gli ha comunicato nulla, siamo venuti a sapere della graduatoria, pubblicata in ritardo di mesi, solo perché ci siamo premurati di andare a cercare sui vari siti di riferimento (perché non uno solo?). Nessuno gli ha comunicato e/o trasmesso il decreto di assegnazione. Mi auguro che il buon giorno non si veda dal mattino.
Lavoro da blog
Il blog su iBlog riporta un articolo del New York Times (richiede registrazione) su come vengono usati i blog sul posto di lavoro. Conto delle volte che ho scritto "blog": cinque. Inoltre CNN ha un articolo sui feed RSS.
Il campo del Ministro è sempre più verde, ma non se è transgenico
Nel weekend, magari spinto dalla canicola, il "Governatore" del Piemonte ha deliberato di far distruggere dei campi di mais "contaminati" da OGM. Il Ministro Alemanno ha approvato la decisione. Non contento il giorno dopo ha dichiarato che, dovendo scegliere se usare l'acqua per alimentare le centrali elettriche o irrigare i campi, bisognerebbe usarla per i campi. Probabilmente nessuno gli ha detto che gli innaffiatoi sono elettrici. E in più vorrebbe indennizzare gli agricoltori che hanno subito danni. Con i soldi di noi consumatori, che con le nostre tasse dovremmo pagare per la seconda volta frutta e verdura che abbiamo già pagato a caro prezzo. Ovviamente la scusa siccità ha fatto aumentare i prezzi di frutta e verdura raccolte da settimane o mesi. Forse l'acqua che manca è servita ad alimentare una macchina del tempo.
Non è, purtroppo, la prima uscita del genere del Ministro. Ne aveva parlato diffusamente buroggu qualche giorno fa. C'è in più da dire che sullo stesso argomento su il Foglio di oggi il portavoce del Ministro smentisce le "accuse" portate da un articolo di Luigi Amicone sullo stesso Foglio del 12 luglio. La lettera da tanto di excusatio non petita. E pensare che il Ministro era partito bene, riuscendo a far tutelare i marchi alimentari e le denominazioni protette alla Conferenza di Doha. Se poi i "Governatori" lavorano così, rivoglio i prefetti napoleonici.
Questo accanimento sugli OGM ricorda tanto quello contro il nucleare, o la globalizzazione o le cellule staminali. Fa pensare alla libertà di ricerca. Ricorda che ci sono delle persone, evidentemente nostalgiche del "coltivi l'uomo nudo il suo campo" che sfruttano paure irrazionali per i propri tornaconti o desideri. E che ci sono persone che non hanno gli strumenti culturali per discernere che credono a certe storie parascientifiche. Cascano quindi a fagiolo (transgenico?) il principio di precauzione, il post di I Love America e quello di buroggu (di nuovo, due volte nello stesso post, non ti ci abituare ;-).
Io nel frattempo ho ordinato L'ambientalista scettico di Bjorn Lomborg. Ricordo che quando il Foglio ne recensì l'edizione inglese mi aveva colpito favorevolmente.
Metà luglio di 1972
Alcuni dei post di 1972 a cavallo di questa metà luglio sono talmente interessanti che ve li metto tutti insieme. Si parte dal caso Hong Kong, e mi associo completamente al commento sulla stampa nazionale.
Poi Telekom Serbia, se avessi il tempo mi dedicherei a raccogliere la documentazione dei lavori della Commissione parlamentare di cui praticamente solo il Giornale sta parlando. Sempre in argomento Serbia: Chirac e Mladic, qui e qui. E visto che nominiamo la Francia, un estratto da una lezione di Furet, da noi purtroppo non molto apprezzato.
E il gran finale: perché molti governi europei (il nostro per fortuna non è nel mucchio) e molti politici europei (e purtroppo da noi ce ne sono anche troppi) si dovrebbero vergognare a sostenere ancora Arafat. O si chiama Abu Hammar. No, quello era il nome che usava quando faceva il terrorista a tempo pieno. E pensare che ha vinto pure un Nobel, e nella biografia l'unica volta che viene nominato il terrorismo è per dire che l'OLP vi ha rinunciato. Indecente.
Fino ad ora solo in Star Trek
E oggi, o meglio forse domani, lo vedremo tra noi. L'articolo è un po' lungo ma vale la pena di leggerlo per intero. Questo era il Wired che amavo.
A proposito di Star Trek, domenica scorsa è cominciato Enterprise su La7. Un bravo al doppiaggio che finalmente ha capito che il "lei" in inglese non esiste, o meglio allo STIC che è riuscito a convincere la direzione del doppiaggio. Le voci sono abbastanza azzeccate e simili alle originali, tranne quella del Lt. Malcom Reed (in italiano è meglio che in inglese) e purtroppo del Cap. Archer che in inglese è mooolto meglio. Ci auguriamo che La7 trasmetta almeno tutta la prima stagione e che sia riuscita ad accaparrarsi le ultime 4 stagioni di Deep Space 9, che per inciso sono le migliori.
Aggiornamento dopo altri due episodi in italiano (15/7/2003). L'uso del "lei" e del "tu" sembra casuale.
Avevo deciso di non parlarne ma ho cambiato idea
Cosa è successo all'inaugurazione del semestre europeo immagino lo sappiate tutti quindi non mi dilungo, ma vi indirizzo qui. Che i motivi veri, politici, siano quelli indicati dal Times in We Should Chant Forza Italia, Forza Britannia (qualcosa di molto simile dello stesso autore è stato tradotto dal Corriere della Sera) non ci piove, mi sembra piuttosto evidente. Ovviamente il fatto ha scatenato i nostri demoni: qui ce ne è uno. Uno dei più importanti, il suo partito-giornale è in prima linea. Una osservazione: non si tratta di charachter assassination, che è in buona sostanza una tecnica di marketing (politico), ma dell'applicazione della dottrina gramsciana della demonizzazione dell'avversario, che è totalitarismo.
Lo stesso giornale è lo stesso che non cita questo (che però è stato scritto prima del "fattaccio"), anche se sui motivi dell'odio per l'"innominabile" ho una mia teoria che un giorno esporrò. E non cita neanche questo. E fa pure tante altre cose, una peggio dell'altra, giornalisticamente parlando e non.
Per chi volesse saperne di più sulla "citazione Schultz" vada a vedere qui e qui.
Mentre sto scrivendo al telegiornale dicono che il Governo ha deciso di proporre la separazione delle carriere dei magistrati. Ce l'hanno fatta, finalmente. Anche se finché non è legge non ci credo.
Ah, il Colonnello Klink è lo spirito guida di Homer Simpson.
Perché Schwarzenegger non potrà essere Presidente
Perché lo dice la Costituzione, Articolo II, Sezione 1: "No Person except a natural born Citizen, or a Citizen of the United States, at the time of the Adoption of this Constitution, shall be eligible to the Office of President; neither shall any Person be eligible to that Office who shall not have attained to the Age of thirty-five Years, and been fourteen Years a Resident within the United States." Arnold è nato in Austria, a Thal (Stiria, il 30 luglio 1947, per la cronaca). Lo segnalo a buroggu che lo sottointende nel titolo, ma non nel testo in cui cita un paio di cose interessanti, andatele a vedere. Ma soprattutto lo segnalo a quegli zucconi del TG5, tanto non mi leggono, che sono circa due settimane che parlano di un Schwarzenegger sulle orme di Reagan (attore, Governatore della California, Presidente), ignorando che è impossibile.
Ovviamente se emendassero la Costituzione potremmo un giorno vedere un Presidente degli Stati Uniti che al rogue state di turno potrà dire Hasta la vista, babe. È molto più probabile che prima vedremo i maiali volare (un regalo a chi mi trova la citazione).
Auguri con approfondimento
Con approfondimento qui.
Anniversari
Domani sarà l'Indipendence Day e Dinesh D'Souza ci spiega perché è un anti-anti-americano. Domani sarà su il Foglio in italiano.
Ieri era il decennale di Checkpoint Pasta e nessun telegiornale ne ha parlato. Forse perché i tre morti, 29 feriti e le MOVM non erano "soldati di pace"? Pensare che la missione in Somalia è ricordata solo per lo "scoop" inventato da Panorama sulle torture ai criminali somali. Tutti assolti, i soldati italiani, ovviamente.
Paul Berman intervistato sul Foglio
Interessante intervista di Christian Rocca a Paul Berman, in attesa dell traduzione italiana di Terror and Liberalism (Einaudi). La tesi di fondo è sicuramente condivisibile, le osservazioni sulla sinistra valgono negli USA come in Italia (anzi, se sostituite a "Bush" "Berlusconi" leggerete cose già sentite), le preoccupazioni mi sembrano un po' esagerate, anche se hanno sicuramente un fondamento.
Per rimanere in argomento tirannie arabe abbiamo questo, scritto da un giornalista iraniano sull'emergere di questi regimi e il loro (auspicato) crollo.
Ho deciso dove andare in vacanza
Finalmente ho deciso. Andrò qui. L'unico dubbio che ho è sull'alimentazione, solo due dining plans non saranno pochi?
Oggi donne
Due link che hanno a che vedere con le donne, anche se di tenore completamente diverso. Il primo su tre libri di tre americane. Il secondo sulla condizione della donna in Giappone.