La Volpe argentata
Daniele Volpi, personaggio abbastanza noto nella comunità Mac italiana, ci propina le sue riflessioni su Mac OS X per Intel. Come al solito non sono minimamente d'accordo. Il Volpino, così si faceva chiamare un tempo, parte (senza motivo) dai risultati economici della Dell ma, come tutti, si scorda che la Dell altro non è che un assemblatore enorme. Sarebbe come comparare Ferrari Auto all'impianto che assembla le Hyundai in India. Semplicemente non ha senso.
Prosegue con la leggenda metropolitana di Star Trek, per chi non lo ricordasse era il presunto nome in codice del presunto port x86 del Mac OS Classico, poi abbandonato. Star Trek non è mai stato confermato, ufficialmente o ufficiosamente, e nessuno lo ha mai visto.
E subito il punto focale: da per scontata, in realtà per amor di ragionamento, una cosa che non lo è affatto, cioè che Apple stia sviluppando un gemello "oscuro" del Mac OS X che gira su architettura Intel. Questa è una pura illazione basata su dicerie. Premettendo che potrebbe anche essere possibile, lo ritengo comunque altmente improbabile. Sviluppare un sistema operativo costa un sacco di soldi, svilupparne due, di cui uno segreto, costa ancora di più. È vero che la cd. Yellow Box girava su Intel, ma ormai è estremamente diversa da quella che era. Altri citano spesso i rapporti stretti che esistono tra Apple e AMD, ma si scordano che sono partner nei board HyperTransport e PCI-X. In realtà l'unica cosa sicura è che Apple ha molta cura a che le versioni PPC e Intel di Darwin siano perfettamente in pari. Il che effettivamente farebbe sospettare che ci sia qualcosa sotto, ma secondo me è più una specie di assicurazione che qualcosa di concreto.
Seguono considerazioni sull'iCheap, scordando che esiste già ed è l'eMac. E poi il vero equivoco di fondo: se e mai ci sarà un Mac OS X per Intel non credo proprio che sarà in libera vendita per essere installato su qualsiasi scatolone, ma sarà ben chiuso in prodotti Apple, marchiati, con ROM e Firmware proprietari e supporto solo per periferiche certificate. Apple genera la stragrande maggior parte del fatturato dalle vendite hardware e non credo ripeterà l'errore della guerra dei cloni. Le altre considerazioni espresse lasciano il tempo che trovano, oltre a essere in alcuni casi deliranti (più Mac OS X per Intel uguale meno Windows) o palesemente false (le software houses non sarebbero accorse con versioni Mac OS X dei loro prodotti), le potrei contestare una per una, ma non è importante. Le analisi delle società di trading e consulenza dicono quello che fa loro comodo, delle quote di mercato abbiamo parlato altrove, i giornalisti spesso vengono "incoraggiati" a dire quello che dicono, soprattutto in ambito economico.
Poi chissà, con Jobs al timone, tutto è possibile, magari stasera ci stupirà con un Mac con un bel Sellerone dentro (naaaa). A domani per i commenti sugli annunci della WWDC.
Ah, Mac OS, si scrive staccato, Mac OS, appunto, e non MacOS.